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DSA e mappe: come devono essere strutturate?

    Quante volte avrete sentito dire che le mappe facilitano il compito al ragazzo DSA e che quindi il risultato non può essere valutato come il resto della classe? Nella scuola di oggi sempre meno (per fortuna!) questo pensiero è spesso collegato ad una concezione sbagliata di com’è fatta una mappa e a cosa serva!

    Partiamo subito dal dire cosa non è!

    La mappa non è il riassunto dell’argomento oggetto di studio!

    Nella mappa non dovranno essere riportate definizioni e classificazioni ma solo parole-chiave che il ragazzo ricollega all’argomento.

    Anche per ovviare a ciò devono essere visionate e approvate dal docente prima del compito in classe o dell’interrogazione! Perché prima? Proprio per far sì che il ragazzo non si ritrovi senza questo importantissimo strumento durante il compito (o interrogazione che sia!). Questo è molto importante soprattutto per gli studenti dell’ultimo anno di un ciclo di istruzione in quanto all’esame finale potranno essere portate solo quelle mappe che sono state approvate durante l’anno dai vari docenti!

    Allora cos’è una mappa?

    Le mappe sono uno strumento utile al ragazzo con DSA che, se ben strutturate, non facilitano il compito anzi fanno sì che la sua prestazione sia al livello del resto della classe andando a compensare quelle che sono le sue difficoltà dovute proprio al disturbo!

    Altra cosa molto importante è che la mappa dev’essere costruita dal ragazzo e non da un’altra persona al suo posto. Questo perché altrimenti il ragazzo non se ne beneficerà al momento di doverla usare!

    Veniamo ora alla questione principe: come dev’essere strutturata una mappa?

    Diciamo che esistono due tipologie di mappe di cui lo studente può avvalersi:

    • Mappa concettuale;
    • Mappa mentale.

    Vediamone le principali differenze!

    La mappa concettuale come dice la stessa parola è una mappa che riporta i concetti dell’argomento oggetto di studio collegato tra loro; può servire al ragazzo a capire un argomento non tanto a memorizzare.

    La mappa mentale, invece, è una rappresentazione grafica di quello che il ragazzo deve tenere a mente per poter parlare di un certo argomento; possiamo dire che è la rappresentazione grafica del suo pensiero. Da un’idea centrale (che riguarda l’argomento principale) si diramano vari collegamenti individuati dal ragazzo per associazione di idee-chiave. Anche graficamente osserveremo un nucleo centrale e vari collegamenti che si diramano perifericamente. Possono essere inseriti immagini o colori per aiutare il ragazzo a ricordare e a ripetere quanto saputo!

    A cosa serve le mappa?

    Proviamo a capirlo insieme!

    Quando io ripeto un argomento oggetto di studio (ma riportando al mondo del lavoro potremmo dire quando espongo un progetto o faccio una presentazione di un prodotto/servizio) in realtà sto mettendo in atto vari compiti: vado a riprendere nella memoria l’argomento studiato e quindi conosciuto, mi costruisco uno schema concettuale grazie al quale il mio discorso avrà un senso temporale e logico ed infine parlo ed espongo l’argomento. A questo poi aggiungiamo che il tutto si svolge in un quadro emotivo che può essere diverso da soggetto a soggetto e che potrebbe interferire con la performance. Ecco che quello che credevamo un semplice compito in realtà abbiamo capito essere un po’ più complicato.

    Nei ragazzi con DSA riscontriamo spesso la difficoltà a portare avanti più compiti contemporaneamente (ascoltare e prendere appunti, scrivere e rispondere a domande o conversare, etc.) ecco che grazie alle mappe si potranno concentrare “solo” sul recupero in memoria delle informazioni avendo davanti a gli occhi il percorso mentale da esporre!

    Come aiutare un ragazzo a costruire una mappa?

    Abbiamo detto che la mappa dev’essere costruita dal ragazzo affinché sia realmente uno strumento utile, questo non vuol dire che non possa essere aiutato nella sua costruzione da un genitore, un compago o un Tutor. Come poter allora aiutare?

    Innanzi tutto possiamo leggere per lui il testo da studiare (anche più di una volta se necessario) così che la comprensione del testo non sia inficiata dalla fatica della lettura; dopo aver appurato che il ragazzo ha compreso cosa ha appena ascoltato possiamo cercare con lui quelli che sono gli argomenti e i concetti chiave del testo e magari sottolinearli insieme cercando di non suggerire ma di far sì che sia il ragazzo a trovarli; dopodiché assicurarsi che siano riportati sulla mappa. Ultimo ma non meno importante aiutare il ragazzo a trovare la sua strategia affinché la mappa non resti sulla scrivania della cameretta!!

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